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martedì, 25 novembre 2008

IL POLIGONO INTERFORZE DEL SALTO DI QUIRRA

imagesI misteri del Salto di Quirra - Da oltre vent'anni gli abitanti di Escalaplano vivono nel terrore di bimbi che nascono con gravi malformazioni e di adulti decimati da tumori del sistema emolinfatico. Un recente articolo di Piero Mannironi sul quotidiano La Nuova Sardegna getta nuove ombre e sospetti sul poligono interforze del Salto di Quirra.

 

Riaffiora la tragedia di Quirra. E dopo cinque anni ritorna in superficie anche il dramma di Escalaplano e dei suoi bambini deformi, che sembrava annegato silenziosamente nel tempo e nell’indifferenza. Li ha riportati alla superficie la Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito, che ha spedito in Sardegna i suoi consulenti per indagare su quanto è accaduto e sta accadendo nei poligoni militari sardi. L’équipe di scienziati e di tecnici ha cominciato a raccogliere dati e testimonianze che ora verranno interpretate attraverso modelli statistici e protocolli medici e chimici per tentare di spiegare la lunga catena di tumori del sistema emolinfatico e la nascita di bambini con gravi malformazioni. Se non una risposta definitiva, la Commissione parlamentare d’inchiesta sarà comunque in grado di fornire ipotesi supportate da robusti puntelli scientifici. I consulenti hanno illustrato alla Commissione d’inchiesta a che punto è arrivata la loro indagine che, a quanto pare, dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Si è intanto scoperto che gli accertamenti fatti finora nel Sarrabus, intorno al poligono interforze del Salto di Quirra presentano molte lacune. Oppure sono incompleti. Nel caso di Escalaplano non sarebbero neppure stati fatti. Ma ecco cosa ha riferito in Commissione la dottoressa Antonietta Gatti, ricercatrice di Scienza dei materiali al policlinico universitario di Modena, ma soprattutto autorevole studiosa di nanopatologie. Cioé una categoria di patologie che si sospetta siano provocate da particelle inorganiche di dimensione nanometrica. Malattie finora classificate come criptogeniche, ovvero di eziologia ignota.
La testimonianza
Ma ecco cosa dice la Gatti: «C’è una dottoressa, la dottoressa Aru, che ha svolto attività di pediatra nella zona di Escalaplano dal 1981 al 1983. Ci ha detto che nella sua esperienza di medico non le è mai capitato di osservare la tipologia di malformazioni che ha invece riscontrato in quegli anni e in quella determinata area, nonostante successivamente abbia lavorato in un grosso ospedale di Cagliari». Continua la Gatti: «La dottoressa Aru ha ipotizzato quindi che, dal 1981 al 1988 nel territorio di Escalaplano si sia verificato qualcosa di molto particolare che ha causato malformazioni che lei ha avuto modo di osservare solo nei libri. Ha anche ricordato che i colleghi consultati manifestarono analoga sorpresa. Ha quindi ribadito l’ipotesi che nell’area si sia verificato qualcosa di eccezionale, di cui al momento sembra non esserci più traccia nella zona, anche se personalmente ho trovato una malformazione in un bambino già morto, sempre nella zona di Villaputzu». Il “caso Escalaplano” scoppiò cinque anni fa grazie a un’inchiesta del nostro giornale, mentre si diffondevano a macchia d’olio polemiche roventi sulla “sindrome di Quirra”, cioé l’altissima incidenza di tumori del sistema emolinfatico tra la popolazione che vive intorno al poligono interforze. Troppe analogie riportavano alla catena di malati e di morti tra i soldati italiani inviati in missione in teatri di guerra, soprattutto nei Balcani, dove si era fatto largamente uso di proiettili all’uranio impoverito. L’inchiesta della Nuova riuscì a documentare che negli anni Ottanta erano nati a Escalaplano ben undici bambini con gravi deformità o con seri handicap fisici. A questi undici, per la verità, se ne dovrebbero aggiungere altri due sui quali però non fu possibile trovare una documentazione certa. Si tratta comunque di un numero abnorme di casi, che fa saltare qualsiasi fisiologia statistica. I dati di riferimento, per capire meglio l’entità del fenomeno, sono questi: Escalaplano contava circa 2.600 abitanti e il tasso di natalità viaggiava su un trend medio di 19-21 nascite l’anno. Il 1988 è l’anno maledetto: ben sei nascite “anomale”, tra le quali anche un caso di ermafroditismo.
L'anno maledetto
Facile pensare a un’unica causa, a una radice comune del dramma. E la forte concentrazione dei casi in un arco di tempo tanto limitato, non può non far pensare all’intervento nefasto di fattori esterni, che potrebbero aver drammaticamente condizionato la gravidanza di molte donne di Escalaplano. Escluso l’uso di farmaci dannosi durante la gestazione perché lo stesso tipo di malformazioni erano state osservate anche sugli animali. «I maiali - diceva la gente - nascevano senza occhi e senza orecchie». Ma ci si ricorda soprattutto della nascita di un capretto mostruoso, che venne spedito all’università di Sassari per essere esaminato. «Pensavamo che fosse colpa della nube radioattiva di Chernobyl» dicevano a Escalaplano. Cinque anni fa furono in tanti a mettere apertamente in relazione il dramma dei bambini deformi con la vita segreta della base. «Ci fu un periodo, il 1988, - ci dissero - in cui nel poligono si verificavano esplosioni in continuazione. Soprattutto i ragazzi e i bambini correvano sulla collina per vedere quelle enormi nuvole di fumo che si levavano dalla valle dove avvenivano le esercitazioni. Erano esplosioni fortissime,, che facevano addirittura tremare i muri delle case del paese». «E poi - ci dissero ancora - quelle nuvole di polvere venivano trasportate dal vento verso il paese. Era uno spettacolo che, in qualche modo, aveva un suo fascino: il paese diventava bianco, come se fosse caduta la neve». Ma la spedizione degli esperti della Commissione parlamentare d’inchiesta ha consentito di mettere a fuoco una serie di altri dati inquietanti. Sempre la dottoressa Antonietta Gatti: «Il comune di Villaputzu è collocato a sud rispetto al poligono del Salto di Quirra ed è vicinissimo ad altri due paesi, Muravera e San Vito, che hanno più o meno gli stessi abitanti: c’è un fiume che divide il territorio in due zone: al di là del fiume le patologie riscontrate sono in misura otto volte maggiore rispetto a quelle verificate al di qua del fiume. Esiste quindi un dato locale che, a mio avviso, non può essere mediato sulla realtà industriale della Sardegna». Ma i consulenti della Commissione hanno parlato anche di forti discrepanze tra il numero dei malati certificato dalle statistiche ufficiali e le informazioni invece raccolte da comitati spontanei di cittadini. E che dire, poi, della testimonianza di un geologo che ha parlato di tre sorgenti «di tre colori diversi: marrone, verde e giallo» all’interno del poligono? Un rilevamento fatto a seicento metri d’altezza. «Essendo i paesi molto più in basso rispetto al poligono - ha detto la Gatti - è possibile che ci sia stato un inquinamento delle falde acquifere. Considerato inoltre che sull’altipiano sono stati e continuano a essere distrutti armamenti - ho camminato su una discarica a cielo aperto, credo che questo sia il termine che meglio chiarisce la situazione - è possibile che l’inquinamento delle falde sussista tuttora».
Statistiche
E ancora: come interpretare il fatto che «il trenta per cento dei pastori sia stato colpito da leucemia»? Un dato sicuramente unico in Italia. E poi: il 25% degli ammalati «è costituito da lavoratori di una ditta che presta servizio nel poligono interforze; quindi si tratta di civili, ai quali si devono aggiungere anche due militari». Si è parlato anche di Teulada. La presidente Lidia Menapace ha riferito infatti il parere del generale Luigi Ramponi, membro della stessa Commissione, secondo il quale si tratterebbe di una «zona contaminata». Secondo due consulenti, Armando Benedetti e Domenico Leggiero, merita una grande attenzione anche il poligono di Capo Frasca dove si sono esercitati gli aerei americani A-10 Shark face, detti anche le cannoniere volanti. Si tratta di micidiali aerei anticarro capaci di “vomitare” fino a 4.200 proiettili all’uranio impoverito grazie al cannone rotante GAU-8 Avenger.

dal blog Lissandru

postato da: impastatoalatri alle ore 15:09 | link | commenti (5)
categorie: campagne, attivitĂ 

Commenti
#1    25 Novembre 2008 - 15:22
 
Da Salto di Quirra, una delle zone più impervie della Sardegna, fino a Perdasdefogu (letteralmente Pietre di fuoco, nome azzeccato) c’è una enorme base militare, dove testano missili e armi per la guerra. Sì, perché sarebbe illogico parlare di “difesa” con armi ad uranio, senza che ci sia una guerra. Il territorio sardo ridotto in schiavitù militare è di ben 24.000 ettari, contro i 16.000 ettari del resto d’Italia. Anche per il Poligono interforze di Quirra, nonostante i disastri denunciati nel post, si parla dell’ampliamento della base per l’allungamento dell’aeroporto militare “per irrinunciabili esigenze della Difesa”, esigenze constatate dall’ex premier Prodi, e ribadite dall’esimio cavaliere. Tutti amano il loro popolo, la loro terra, sino a fine elezioni.

Tom
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#2    25 Novembre 2008 - 20:40
 
eheh... è saltato il template ;-)
appena ho un attimo lo rimetto a posto. compagni, ci vediamo un giorno o l'altro la prox settimana che è festa così ci siamo un po' tutti?
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#3    24 Gennaio 2009 - 08:16
 
una tragedia umana e politica quella di pedras de fogu !24.000 ettari sequestrati alla Sardegna per la"difesa" contro i 16.000 del resto d` italia.Con il consenso da parte di prodi e del governo di"sinistra"al via libera sulla sperimentazione dei nuovi aerei .Da sardo sto male per le conseguenze umane e ambientali di queste decisioni e ormai disilluso della strada intrapresa da questa sinistra(?)ormai allo sbando etico, morale ,e quindi politico
utente anonimo

#4    30 Gennaio 2009 - 08:29
 
Risposta al commento n°3
come vedi però c'è chi come noi non fà sconti a nessuno, e se c'è un elemento positivo ancora a sinistra , questo si chiama autocritica, termine del tutto sconosciuto a Veltroni e Berlusconi.
Tornando a Perdasdefogu, ti consiglio se ancora non lo hai letto il nuovo romanzo di Massimo Carlotto che prende il titolo proprio dal nome di Perdasdefogu, un romanzo di inchiesta eccezionale!
Ciao
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#5    09 Maggio 2009 - 20:03
 
non abito in sardegna ma sono italiano e sapere e vedere queste cose e non fere niente per far scoppiare quelle maledette bombe da un"altra parte mi fa male,ho un bambino ammalato di cancro ha 7 anni sapere che queste malattie vengono con le bombe che usano x i test,credetemi le farei scoppiare in testa a chi ci comanda che sia di destra o sinistra,xrche" voi pensate che loro non lo sappiano che le bombe non fanno male?
utente anonimo

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