"SE CI FOSSE LUCE, SAREBBE BELLISSIMO.."
dI ANTONINO SCACCIA
“…..Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali, come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo". Scrisse Aldo Moro nell’ultima lettera dal carcere del popolo delle brigate rosse indirizzata a sua moglie pochi giorni prima della sua esecuzione dopo 55 giorni di prigionia. I 55 giorni più lunghi della nostra storia repubblicana. Non ci fu luce e non fu bellissimo in quei giorni ma solo tante ombre che nonostante trenta anni di processi, di ricostruzioni letterarie (che hanno fatto la fortuna di qualche sciacallo brigatista e non solo) e cinematografiche, non si sono ancora dissolte ma avvolgono ancora le responsabilità dello Stato.
Non ci fu luce e non fu bellissimo lo stesso giorno in provincia di Palermo quando la mafia e l’assoluta assenza dello stesso Stato, ma sarebbe più giusto dire grazie alla presenza dello stesso Stato, trucidava Peppino Impastato, giornalista e attivista politico di sinistra o come si direbbe oggi della sinistra radicale.
Aldo Moro e Peppino Impastato due persone profondamente diverse ma sotto alcuni aspetti molto simili: erano entrambi degli innovatori, dei rivoluzionari rispetto al pensiero del periodo. Il primo credeva fortemente nel dialogo come superamento degli steccati ideologici allora fortemente presenti tra i due partiti di massa:DC e PCI. L’altro credeva altrettanto fortemente che l’emancipazione culturale, politica e sociale della sua terra passasse attraverso la lotta alla mafia ed agli intrecci tra la mafia e la politica. Morirono entrambi per il loro pensiero lo stesso giorno.
Le problematiche che sollevarono anni fa sono ancora attuali.
Oggi il superamento degli steccati ideologi è avvenuto attraverso la fusione elettorale dei partiti storici ma senza la sintesi politica delle esigenze e delle problematiche che gli stessi rappresentavano. Il dialogo politico deve tende alla comprensione reciproca non alle eliminazione di qualsiasi lineamento identitario: questo è l’errore commesso da parte di chi ha sempre creduto nel percorso Moroteo come individuazione di un nuovo soggetto politico come il Partito Democratico. Il risultato che si è ottenuto è di prestare attenzione al contenitore più che ai contenuti. Con la solita abitudine di prestare attenzione alla facciata esteriore e deteriore della politica fatta di candidati patinati, televisivi e servili ad un disegno di potere ma privi di radicamento territoriale e culturale.
Impastato troverebbe le stesse condizioni che hanno determinato la sua morte: la politica sempre più a servizio in alcune aree territoriali di clan mafiosi e camorristici più che della collettività.
Una politica senza alcuna morale.
Troverebbe in parlamento qualche parlamentare in odore di mafia e di camorra, ma non troverebbe più la sua sinistra. Troverebbe i primi perché “nonostante tutto” riescono a dare risposte “concrete”alla parte più disperata della società mentre non troverebbe i secondi in quanto incapaci di comprendere la domanda che proviene proprio dalla parte più bisognosa della società.
Chi come il sottoscritto crede fortemente nel centrosinistra dovrebbe ripartire dall’esempio, dal coraggio e dal pensiero di questi due grandi personaggi del 900 diversi ma accomunati dallo stesso sogno : cambiare il nostro Paese.
Sarebbe bellissimo!
Infine grazie a chi nella mia città ha la forza di resistere e di chiamarsi Sezione Peppino Impastato.
Tonino Scaccia
Partito Democratico
