
Buon primo maggio a tutti, lavoratori o futuri lavoratori o magari pensionati, lavoratori di tempi passati , che tante sofferenze hanno sopportato ma che in fondo hanno condotto battaglie per diritti di cui ci gioviamo oggi.
Oggi è la festa dell’uomo in genere, il lavoro è quel mezzo attraverso il quale ci si sente vivi e partecipi nel mondo che viviamo che ci rende attivi e che in fondo ci da modo di sostentarci e sostentare la famiglia che si ha o si intende formare e che è di certo più che un diritto, un valore da rivendicare a viva forza. Ma il diritto al lavoro deve necessariamente essere accompagnato dalla dignità dello stesso e questo non sempre avviene …..il bisogno di lavorare diventa mezzo di sfruttamento e cosa più vile possibile, strumento di facile propaganda politica personale di gruppi OLIGARCHICI atto a generare un consenso temporaneo bastevole al periodo delle elezioni e poi niente più, si ritorna alle vecchie distanze sociali. Ogni riferimento all’aeroporto fantomatico, speriamo, di Frosinone non è casuale ma voluto, perché l’uomo che ha bisogno di lavoro non va raggirato, questa non è politica ma un inganno da denunciare.
Un pensiero, in questo primo maggio assolato, va a quei lavoratori morti sul lavoro, morti bianche le chiamano, mi auguro ora possano lavorare nelle fabbriche, nei cantieri o negli uffici di Dio, perché tutti dicono che almeno LUI, tratta tutti da figli.
Un pensiero agli operai della CST- Net di Frosinone, padri di famiglia che hanno lottato e lottano ancora per la dignità del lavoro vilipesa e maltrattata dai POTENTES . Quei potenti che curano i loro personali interessi, e quelli dei loro grandi gruppi e le loro “leggi morali” e fintamente costituenti …… sono sicuro che sullo statuto della vecchia Alcatel veniva ribadito a viva forza che l’azienda ha un fondamento morale che non presuppone il licenziamento; allora che dire? Sentimento nobilissimo! Ma è tutto una gran finzione! In quelle occasione la vecchia azienda vende ad altre nuove vere o finte che siano e su cui grava l’onere del licenziamento, mentre il vecchio gruppo si sente moralmente sollevato ……. questo è condannabile o no?
Un pensiero agli operai della Videocolor accontentati giusto giusto per le elezioni politiche e poi chissà! Un pensiero a tutti i lavoratori dal tabaccaio al poliziotto dal contadino al Presidente della Repubblica. Ed un pensiero a quei lavoratori che si sono sentiti delusi dalla nostra Sinistra perché non li deluderemo più.
Mi viene in mente proprio oggi il ricordo di vittime innocenti di una strage avvenuta il primo maggio del 1947 in una Sicilia genuinamente italiana nel suo mostrarsi e nel suo sociale nell’immediato dopoguerra. La strage avvenuta in una località tristemente nota per quel fattaccio , Portella della Ginestra, esattamente nei pressi di una area nota come Piana degli Albanesi in provincia di Palermo.
La Sicilia del dopoguerra, era la terra del brigante Salvatore Giuliano, secondo alcuni nuovo Robin Hood ma che fu attivista del M.I.S. ovvero movimento separatista siciliano, che rivendicava l’indipendenza isolana appoggiato dall’intelligence degl’ USA e militante nell’esercito volontario dell’indipendenza che seminava il terrore scatenando veri attentati e massacri contro i carabinieri rappresentanti dello Stato Italiano. Il brigante che si era dato alla macchia divenne allora un terrorista. Ma nel 1945 il re d’Italia Umberto II riconobbe lo statuto speciale alla Sicilia, poco prima del referendum che iniziò l’Italia alla Repubblica , ma la costituzione riconobbe il pronunciamento del Re a favore della Sicilia eppure il bandito non accettò. Giuliano mirava alla totale indipendenza della sua terra che gli sarebbe valsa l’impunità dei suoi crimini.
Nel 1947 il presidente e fondatore della democrazia cristiana Alcide De Gasperi effettuò, in qualità di rappresentante della repubblica italiana, un viaggio in America dove ottenne dall’allora presidente un assegno contante molti fondi destinati alla ricostruzione del nostro paese, promettendo di lottare contro i comunisti e socialisti italiani: dopo poco trionfò totalmente con la sua DC contro il fronte POPOLARE composto da socialisti e comunisti allora estromessi dal governo, ma in Sicilia era tutto molto diverso. Il fronte popolare composto da PCI , PSI e partito democratico del lavoro ovvero PDL aveva nettamente vinto le elezioni recentissime per l’ Assemblea regionale e quale occasione migliore per festeggiare tale successo con i propri elettori se non il primo maggio? Festa dei lavoratori che si ritornava a festeggiare da poco vista la sua abolizione da parte del regime fascista?
Quel primo maggio del 1947 circa 2000 lavoratori, nella maggior parte contadini, si erano riuniti a Portella della Ginestra per festeggiare con il fronte popolare e manifestare contro il latifondismo. Era tutto pronto si annunciava grande festa e partecipazione , tavole imbandite e calici ricolmi per i lavoratori in una Italia che aveva fame sia fisica sia di ritornare alla vita. Il rappresentante del fronte del popolo sale sulla tribuna, erano circa le dieci e trenta di una mattinata caldissima, ed apre il comizio tra gli applausi: “ Buon primo maggio lavoratori, lavoratori della mente e delle braccia riuniti in questa vallata per la nostra dignità ……”
Erano le dieci e trenta e dalle alture circostanti raffiche di mitra e spari sulla folla di lavoratori in festa con undici morti tra cui 2 bambini e moltissimi feriti. Solo tempo dopo si seppe che la strage era stata opera del bandito locale Salvatore Giuliano e dei suoi scherani.
Giuliano fu accusato della strage di Portella della Ginestra (1947), presso Piana degli Albanesi (PA), contro una folla di comunisti del Blocco del Popolo e di sindacalisti riunita per i festeggiamenti in occasione del 1° Maggio. In realtà la strage era in programma, da circa un anno prima,nel caso in cui le sinistre avessero avuto la maggioranza.Il temuto sorpasso avvenne con 29 seggi alle sinistre e 24 alla DC.Lo scopo dell'azione era il monito della DC e dell'America che mandò degli agenti della CIA, muniti di lancia granate,a lanciare sulla folla le "SPECIAL WEAPONS" (Atti desecretati dela CIA LA REPUBBLICA ANNO 10 N°6 del 10/02/2003) Mentre sei mitra Beretta calibro 9 furono consegnati a sei mafiosi di San Giuseppe Jato dall'ispettore di Polizia Ettore Messana.Dalle perizie balistiche e necrospiche risulta che le vittime furono colpite con proiettili di calibro 9, mentre Salvatore Giuliano ed i suoi uomini avevano armi di calibro 6,5.
Giuliano venne eliminato in circostanze del tutto poco chiare, fatte di storie di tradimenti e altre brutte cose, non a caso avvenute dopo l’affermazione della Democrazia Cristiana in Sicilia a scapito del fronte popolare. Secondo alcune tesi moderne c’ è chi rivendica la strage dell’1.5.1947 a gruppi neo fascisti, latifondisti siciliani e Cia americana, preoccupatissimi della forza popolare della sinistra nell’isola, ma resta una tesi difficile da accertare. Occorre non dimenticare ed onorare le vittime di quella strage, loro morti per la libertà e dignità del lavoro.
Noi ci impegniamo alla tutela dei lavoratori perché siamo comunisti, e non come dice il nostro “amichetto” Silvietto, fautori di un regime di staliniana memoria, noi siamo comunisti come PEPPINO IMPASTATO a cui va un pensiero oltre il cielo, comunisti che vogliono riportare a passo con la moltitudine chi è rimasto indietro, e allora non è regime. Lavoratori del presente , del passato del futuro buon primo maggio.
Giovanni De Santis, circolo PRC “ Peppino Impastato” di Alatri.
