Rifondazione Comunista - Alatri (maggio 2007 - marzo 2009)

Ex sezione "Peppino Impastato" di Alatri

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mercoledì, 20 agosto 2008

Riflessioni su Alatri

La mia città in rovine

 

Ho sognato che un tempo nella mia città si facevano opere di riqualificazione urbana e dei beni storici e archeologici per conservare e valorizzare il lascito dei nostri avi;

Ho sognato che un tempo la mia città aveva un piano regolatore per consentire uno sviluppo armonioso tra la nascita delle necessarie abitazioni e la tutela del paesaggio;

Ho sognato che un tempo nella mia città si predisponevano oasi  per la raccolta differenziata dei rifiuti;

Ho sognato che un tempo nella mia città il centro storico era chiuso al traffico;

Ho sognato che un tempo nella mia città il commercio e l’artigianato erano fiorenti e economicamente forti;

Ho sognato che un tempo nella mia città erano presenti attività alberghiere in grado di ospitare i turisti;

Ho sognato che un tempo nella mia città si organizzavano eventi culturali di rilevanza internazionale;

Ho sognato che un tempo nella mia città la popolazione partecipava in massa alle attività del Consiglio Comunale;

Ho sognato che un tempo nella mia città c’erano i Consigli Comunali;

Ho sognato che un tempo nella mia città la popolazione amava “Civita”e ne era orgogliosa, addirittura ne faceva vanto;

Poi ho smesso di sognare ed ho aperto gli occhi, ed ho visto…

Ho visto l’Acropoli della mia città deturpata dai propri figli;

Ho visto lo stupro scientifico del territorio della mia città da parte di speculatori senza scrupoli;

Ho visto la scomparsa delle oasi per la raccolta differenziata dei rifiuti e ho visto nella mia città bruciare le poche campane rimaste da persone senza idea del futuro proprio e dei propri figli;

Ho visto nella mia città il centro storico preso d’assalto da veicoli di ogni tipo e ridotto ad uno squallido garage;

Ho visto l’artigianato ed il commercio morire per colpa di amministratori ciechi e anche per colpa di artigiani e commercianti presuntuosi;

Ho visto alberghi trasformati in scuole, case, uffici, trasformati in niente, li ho visti morire;

Ho visto la cultura abbandonata e tenuta in piedi solo dalla buona volontà di pochi che hanno tratto dal loro ingegno e dalle loro passioni quelle poche idee che permettono ancora qualche manifestazione culturale e artistica degna di questo nome;

Ho visto tante brave persone ritirarsi dall’impegno politico, perché troppe cattive persone ne entravano a far parte;

Ho visto Consigli Comunali con gli autori di disastri passati e presenti nel ruolo di consiglieri o assessori.

Ho smesso di sognare e ho trovato la mia città in rovine.

Forse se né avrò la forza, tornerò a sognare.

Vi chiedo: c’è qualcuno che ha voglia di farlo insieme a me, insieme a noi?

 

Tommaso Santoro

Segretario PRC Alatri.

postato da: impastatoalatri alle ore 11:30 | link | commenti (52)
categorie: pensieri
domenica, 10 agosto 2008

I contrafforti di Alatri



Il recente raduno della comunità evangelica "Gli amici di Gesù" che si è svolto nel comune di Alatri dal 4 al 10 Agosto, se da un lato ha ravvivato la morta ed insipida estate alatrense,  dall'altro ha dato luogo a spunti di riflessione tra molti abitanti del paese che non hanno gradito appieno l'iniziativa.
Aldilà della propria confessione in cui si crede, un comune o una regione o un governo dovrebbe mantenere quella laicità per garantire quello stesso trattamento che, per costituzione, tutte le religioni meritano. Ricordo al sindaco ed agli assessoriiche l'Italia, anche se ha una radice cattolica molto forte, è  una repubblica laica in cui ogni credenza relisiosa è al pari livello delle altre. promuoverne una, vuol dire sminuire le altre e, come istituzione politica, un Comune che merita tale nome dovrebbe mantenere una certa trasparenza di comportamento con tutti
Il patrocinio a un gruppo religioso non è nuovo all'amministrazione locale: tempo addietro  il comune aveva esposto sull'ingresso in piazza, la bandiera del Vaticano al fianco di quella Italiana e di quella europea, cosa discutibile in quanto non mi sembra che i cittadini Alatrensi appartengano ad un altro stato oltre quello italiano
Appendere un grosso striscione lungo più di 5 metri  contente un messaggio dal forte richiamo religioso sui balconi del comune  è una scelta propria e personale degli Amministratori, un gesto che  non rispecchia i valori olistici dell'accoglienza e del rispetto altrui che da sempre hanno contraddistinto Alatri e la provincia di Frosinone.    Gli agnostici o i credenti possiedono tutti  dei propri valori religiosi; nel momento in cui si rivestono delle cariche pubbliche bisognerebbe mantenere quella laicità per  pensare esclusivamente a governare ed amministrare per il bene anche  di coloro  che manifrestano un voto o un credo religioso differente. Perchè anche
chi  non la pensa allo stesso modo, anche chi è in minoranza, rimane cittadino del paese e merita il rispetto che tale ruolo deve avere.

                                                                                           Francesco Colazingari
                                                                               responsabile per l'informazione del
                                                                              Circolo Peppino Impastato di Alatri
postato da: impastatoalatri alle ore 16:06 | link | commenti (31)
categorie: pensieri