
Pubblichiamo la sintesi dei 14 punti del programma elettorale de
Dignità e diritti nel lavoro: la sicurezza
Durata massima del lavoro giornaliero in 8 ore e in due ore la durata massima degli straordinari; l'immediata approvazione dei decreti attuativi del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro
Dignità e diritti nel lavoro: lotta alla precarietà
Superare la legge 30; rafforzare la tutela dell'art. 18; cancellare dall'ordinamento le forme di lavoro co.co.co, co.co.pro e le false partite Iva.
Dignità e diritti nel lavoro
Salari, fisco e redistribuzione del reddito; salario orario minimo per garantire una retribuzione mensile netta di almeno 1000 euro; recupero automatico annuale dell'inflazione reale; elevare le detrazioni fiscali; diminuire il prelievo fiscale per i redditi più bassi; aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie al 20%.
Laicità
Lo spazio di libertà per tutti. Riconoscimento pubblico delle unioni civili; testamento biologico
Libertà e autodeterminazione femminile
La legge 194 sia applicata; introducendo in via definitiva la pillola Ru486; una nuova legge sulla fecondazione assistita; norma che persegua tutte le forme di discriminazione.
La pace, il disarmo; le spese per gli armamenti.
Riconversione dell'industria bellica applicando la legge 185; la messa al bando delle armi nucleari.
Proteggere il pianeta: un patto per il clima
Rifiuta il nucleare; entro il 2020 si superi il 20% dell'energia prodotta da fonti rinnovabili e che le emissioni siano ridotte del 20%; ripubblicizzazione dei servizi idrici; legge quadro sul governo del suolo; inasprimento delle pene.
Le "Grandi Opere"
Investimenti per migliorare i servizi di trasporto per i pendolari e la mobilità nelle città a energia pulita. Nei prossimi 5 anni 1000 treni per i pendolari.
Il diritto alla salute e le politiche sociali
Superare definitivamente i ticket e le liste di attesa; le cure odontoiatriche; legge sulla non autosufficienza finanziando un fondo nazionale per almeno 1,5 miliardi di euro; rete dei servizi per le bambine e i bambini.
La casa è un diritto, non una merce
Non ci possano essere sfratti se non da casa a casa; un piano nazionale per l'edilizia sociale a cui destinare 1,5 miliardi di euro; modificare la legge 431/98, abolendo il canale libero; ricontrattazione dei mutui.
Convivenza, inclusione, cittadinanza
L'abolizione della legge Bossi-Fini; voto alle elezioni amministrative; chiusura dei Cpt; legge sulla cittadinanza.
Istruzione, formazione, università, e ricerca
La laicità della scuola pubblica; generalizzazione della scuola dell'infanzia; l'estensione del tempo pieno; obbligo scolastico a 18 anni; aumentare l'investimento pubblico; reclutamento di 3000 giovani ricercatori l'anno; estendere il diritto allo studio.
Tagliare i privilegi, difendere la democrazia
La riduzione del numero di parlamentari e dei consiglieri regionali; legge che sottragga ai partiti le
nomine, nella Sanità come negli altri settori pubblici.
Una informazione libera, pluralista, democratica
Abrogazione della "legge Gasparri"; approvazione di una vera legge di sistema; approvare una vera legge sul conflitto di interessi.
9 buone ragioni per un voto utile, a sinistra
Accanto alle proposte vere e proprie, bisogna argomentare politicamente le ragioni del voto per
La prima ragione: il voto alla sinistra è utile perché è l'unico che garantisce alle donne che non si scambierà la loro libertà e dignità e il loro corpo con le diplomazie verso il Vaticano. Attenzione: nessuno dice che la legge 194 è da cambiare, ma gli altri non sono disposti a denunciare il fatto che si vuole snaturare quella legge contro l'autonomia delle donne.
La seconda ragione del voto utile riguarda la guerra: l'unica garanzia che L'Italia non parteciperà a dissennate azioni armate nei Balcani è il voto alla Sinistra. L'unica certezza che si cercherà una strada meno rovinosa per l'Afghanistan di quella di una azione militare che dopo sei anni palesemente non funziona è la scelta per la sinistra
La terza buona ragione è il disarmo: l'Italia è al trentaduesimo posto per la ricerca scientifica e al quarto per spese pro capite per armi e difesa. Di fronte al riarmo impressionante in corso, di fronte all'evidenza che qui sta una delle radici dell'ineguaglianza spaventosa e dei pericoli per l'umanità, solo la sinistra prende impegni chiari.
Al quarto posto sta il lavoro: impresa e lavoro sono uguali?
Quinto motivo: la redistribuzione della ricchezza. Bisogna chiedere una tassazione più giusta, anzitutto delle rendite. E poi, visto che la ricchezza si può ripartire verso il basso attraverso salari, pensioni e servizi bisogna necessariamente rafforzare lo stato sociale in controtendenza con lo svuotamento perseguito in questi anni. Un asilo nido è indispensabile quanto un pronto soccorso e la politica per sostenere la non autosufficienza, per assicurare alle donne la libertà di lavorare non si risolve con un bonus in denaro, ma contando su una rete di servizi forti: qui c'è il pilastro di una maggiore giustizia sociale e di un progresso economico. Il voto alla sinistra è l'unica garanzia che si vada verso il rafforzamento del welfare.
Sesto: L'ambientalismo. Ci vuole l'ambientalismo della qualità. La garanzia sta nella sinistra arcobaleno che non deve rendere conto ai grandi interessi economici, ma tiene a cuore i beni comuni.
Settimo: più libertà per le persone. La libertà di divorziare senza attendere troppi anni, i diritti degli omosessuali, il testamento biologico: la garanzia che uno stato paternalista - che in Europa non c'è più - non decida al posto nostro, sta in Italia solo a sinistra.
L’ottava ragione è la questione morale: non c'è legalità, né lotta alla mafia se non si moralizzano vita pubblica e partiti. E non ci pare che il problema sia solo dalle parti di Ceppaloni. Ci vuole coraggio: avanti con la legge sulle nomine in sanità, passi indietro dalle giunte impresentabili. Quella della questione morale è una sfida difficile, ma è quella vitale.
9: infine la politica-politica, chi non desidera che il Pd si butti nella grande coalizione ha un solo sistema per scongiurarlo, far arrivare tanti voti alla sinistra.
I cittadini di Alatri non possono rimanere insensibili di fronte alla concreta possibilità che il prossimo anno lo storico Liceo Classico “Conti Gentili” non abbia neanche una prima classe. Un tale evento rappresenterebbe certamente una perdita non solo per l’Istituto ma per l’intera città, per la quale il Liceo ha sempre rappresentato motivo di vanto in tutto il Paese. E’ in gioco il futuro di un’istituzione che per oltre due secoli ha portato giovani a studiare ad Alatri e che ora rischia di sparire. Alatri non solo non può permettersi di perdere un pezzo della propria storia ma deve quantomeno valorizzarlo. Invitiamo perciò l’amministrazione ad utilizzare tutte le forme d’azione e di pressione in proprio possesso per far ottenere all’istituto una deroga, quantomeno per la rilevanza storica del Liceo, che permetta la formazione di un quarto ginnasio. Il circolo di Rifondazione Comunista “Peppino Impastato” di Alatri è pronto ad appoggiare qualsiasi iniziativa volta a salvare la presenza del Liceo ed a rilanciarne l’importante ruolo sociale ed il prestigio.

A piedi nudi, a contatto con la nuda terra, verdi radure e dolci pendii, animavano l’orizzonte aperto davanti agli stanchi occhi dei nostri padri; avi gloriosi provenienti da un mondo lontano, fatto di cultura immensa eppure in quel momento vessato da mutamenti epocali, popoli nuovi, indo-iranici o indoeuropei, si affacciavano alla storia con veemente determinazione, un tempo nomadi allora sguainarono lame di appuntite spade e cacciarono o sottomisero i vecchi cittadini dell’ oriente arcaico. Infimo e punitivo appariva il destino, eppure la terra sembrava troppo grande per non fuggire e ricominciare ancora altrove; oltre un mare che appariva mostruoso, abitato da mostri e divinità ostili, i nostri padri videro l’occasione di dare una nuova patria ai loro imberbi giovani; allora intrapresero il viaggio verso l’ignoto , loro lavoratori, guerrieri, padri , sacerdoti o vecchi governanti.
Approdarono sulle coste del Lazio e si inoltrarono nell’entroterra, giunti su belle colline che dominavano l’area circostante , gettarono le loro membra stanche su solide rocce agglomerate, il sacerdote invocava il Dio supremo della sua vecchia terra, attendevano un segno dall’immenso cielo e quelle sue luminose stelle. Il Dio rispose …un fulmine lucente divise la massiccia roccia e grida di gioia presero il campo dei nostri padri. Nacque un nuovo centro urbano, nacque Alatri e quella roccia scelta dal Dio come suo nuovo ricovero divenne il centro e ragion d’essere, del nuovo insediamento: gli uomini con solenne cerimonia giurarono al Dio, inni in suo onore cantavano le donne e i vittimarii allestivano un altare di legno per immolare la vergine consacrata al Dio stesso.
Ora le ossa dei nostri padri, saranno nascoste in qualche area circostante della nostra cittadina, sommerse dalla terra accumulata da millenni di storia, loro che profughi avranno sicuramente combattuto fino allo stremo delle forze per contrapporsi agli autoctoni sempre avversi, in ogni dove, a stranieri venuti da lontano e per di più debilitati. Molti nostri padri avrebbero anteposto la loro vita, piuttosto che vedere i loro nemici banchettare sui loro sacelli sacri, eppure la vita , lo scambio, l’iterazione culturale con i tanto odiati autoctoni, li portarono a fondersi con essi e da questo nacque una cultura nuova, diversa, forte di elementi congiunti di culture preesistenti. Loro avevano fatto storia e da buoni padri lasciarono ai loro figli il dovere della prosperità per la loro terra , la pietà verso gli dei, e così i figli con i loro figli.
Chi erano? Erano Hittiti? Erano mesopotamici? Oppure quei Pelasgi che Omero racconta alleati dei Troiani?
La nostra terra, la nostra storia arcaica, non ci ha lasciato in eredità, un Erodoto oppure un Omero, nessuna scrittura o tavoletta arcaica ma solo monumentali mura e strutture sovraumane opera di ciclopi come recita la tradizione. Mura ancora solide di circa tre millenni o magari più antiche, oggi base di crespi cespugli, che dovrebbero invece apparire come un vero libro sacro da decriptare e analizzare per capire chi siamo e far notare al mondo un nostro vanto: ad Alatri vantiamo l’unica acropoli al mondo seconda per notorietà a quella di Atene, sebbene quella conobbe distruzioni e rimodernamenti, la nostra è rimasta così come era perché quando secoli dopo la sua fondazione si emancipò la potenza di Roma, noi le fummo sempre accanto e ne beneficiammo in mille modi. Gli studi fatti dall’esimio Don Capone sono di importanza capitale, eppure poco noti, poco pubblicizzati, poco appoggiati dalla più ampia ricerca accademica, appaiono come un sassolino nell’oceano…… ma almeno per ora meglio di niente che Dio abbia sempre in grazia Don Capone e i suoi studi. Per i nostri concittadini, la ricezione di un così importante monumento, é nulla e passiva ormai si ci è abituati a quelle mura e con scherno o malizia si indicano quei tre falli sulla porticina minore, per ridere un po’. I cittadini di Alatri, s’è detto è più volte, sono solo una massa di ignoranti e ciechi, eppure noi riteniamo che gli alatresi in tale contesto non abbiano colpa o solo quella minore (tranne i vandali), ma i nostri governanti sono i veri responsabili e incapaci di gestire un progetto atto a far crescere la nostra città e magari la consapevolezza dei concittadini. L’amministrazione comunale vigente, e del resto anche quelle precedenti, di un progetto politico e culturale vero ,che faccia del bene alla nostra comunità, ne hanno sempre fatto volentieri a meno, anzi il più delle volte hanno strumentalizzato i nostri patrimoni archeologici, per bassi fini politici e di utilità personale come quella fatidica frase che fece storia in campagna elettorale “ FAREMO DI ALATRI LA NUOVA SIENA”, pronunciata da imbelli cervelli, oppure a fronte degli atti vandalici alle mura, dimostrazioni di sdegno sui quotidiani locali e poi più nulla.
L’area più sacra, per i nostri aviti progenitori, è stata oggetto di atti vandalici da parte di imbecilli veri che di fronte alla pressione di ormoni adolescenziali e giochi di sovradosaggio di testosterone, hanno imbrattato l’ ierone ciclopico con scritte infamanti millantando i benefici dell’organo femminile, manco servissero loro al mondo perché ce ne rendessimo tutti conto. Il giorno dopo tutti i quotidiani riportavano lo sdegno della attuale amministrazione ma la stessa amministrazione lascia tuttora quelle scritte lì e nulla fa.
Noi crediamo al nostro paese invochiamo l’UNESCO per tutti i beni archeologici e artistici della amata ciociaria, perché come nel caso della nostra acropoli, si incrementi il turismo, pubblicità magari studi sui siti direttamente, e magari strutture esterne di università con studenti che ripopolino un centro in declino e favoriscano una rinascita culturale e economica. Questo è un vero progetto politico, certo a lungo raggio, ci vorranno decenni perché si realizzi ma che pensa al bene per la propria gente e la propria terra. Voi cari amministratori, ciechi e meschini, il vostro tempo lo avete fatto, con una maschera dovrete scendere i gradini del palazzo comunale e fare ammenda dinanzi alla intera cittadinanza. Noi, in una fase politica di trasformazione non abbonderemo mai la cittadinanza, ben consci che non bisogna mantenere per noi l’ eredità dei nostri padri, ma soprattutto preservarla per i nostri figli … e così sia.
Giovanni De Santis.
Bertinotti: Unione finita, Sinistra da sola al voto.
"L’Unione è finita, difficile dire il contrario. Politicamente vuol dire che la maggioranza che ha vinto le elezioni su un preciso mandato con la sconfitta del Senato è finita e c'è stato anche l'abbandono da parte di alcune parti della stessa maggioranza". Così il presidente della Camera, Fausto Bertinotti. Prendendo a esempio i partiti usciti dall'Unione, Bertinotti sottolinea che "per il governo si è creata un'instabilità dovuta alla parte destra. Si è conclusa una storia". “ La sinistra 'radicale',- afferma Bertinotti- in tutte le sue componenti, dovrà costituire un soggetto politico unitario e presentarsi da sola alle elezioni, sia per la scadenza elettorale, sia per motivi strategici, penso non ci sia altra possibilità che la sinistra, arcobaleno, pacifista, ambientalista, in tutte le sue componenti, costituisca un soggetto politico unitario”. ansa, 10:27 del 01/02/08.