Dobbiamo impegnarci tutti ad aprire sui territori delle grandi assemblee popolari, con dentro tutto quello che di buono c’è dentro e fuori la sinistra, e ora di far cadere muri e gli steccati che negli anni sono stati i recinti che hanno impedito alla sinistra di essere veramente rappresentativa dei settori della società a cui diceva di guardare.
Dobbiamo ricominciare dal basso, perché in basso c’è l’humus e la ragione stessa della sinistra.
Possiamo cominciare da un’operazione semplice però molto efficace:
in caso di elezioni anticipate e quindi con l’attuale sistema elettorale in vigore, la sinistra deve essere in grado di capovolgere l’ingranaggio degli apparati che senza scrupoli stanno già nominandosi per conto proprio il loro Parlamento, e per farlo bisogna che nelle assemblee costitutive della sinistra l’arcobaleno sia data la possibilità alla società civile che vi parteciperà insieme ai compagni delle rispettive componenti di partito, di scegliere i candidati da inserire nelle liste elettorali.
Questa semplice proposta indicherebbe davvero l’avvio di una nuova storia, di una stagione politica diversa, un percorso che rimetta al centro la partecipazione popolare come strumento di decisione.
E’ il tempo del coraggio, il gravoso compito di avere un Paese solidale e coeso, giusto e senza disuguaglianze che
Tommaso Santoro
Segretario del Circolo
Compagni,oggi 27 Gennaio si celebra la giornata della memoria.Dobbiamo
ricordare e riflettere tutti su cio' che accadde circa 60 anni fa!Abbiamo il
dovere Noi di ricordare e non far dimenticare l'orrore nazi-fascista a tutti.
Oggi non e' un giorno triste,ma solo un momento di riflessione e di
ricordo.Per quanto mi riguarda lo ricordero' insieme ai miei due figli di 11
e 5 anni spiegando loro che i fascisti calpestarono la dignita' umana di
interi popoli e che con la forza delle armi misero a morte intere etnie
credendosi loro l'unica razza degna di vivere su questa terra.Il mio ricordo
andra' a quei milioni di donne,uomini e sopratutto bambini messi a morte
solo perche' erano Zingari ,Ebrei,Omosessuali o Comunisti!Ricordero' anche
le piu' recenti "pulizie etniche" come quella Kossovara, Armena e
sopratutto Palestinese che guarda caso e operata dagli stessi che in massima
parte subirono la Shoa'!Tutto questo non deve mai piu' accadere!Vi prego
Compagni domani fermatevi un momento e parlatene,sopratutto alle nuove ,e
tanto bistrattate ,generazioni .Parlatene ovunque ,nei posti di lavoro,nelle
scuole e a casa.
Un saluto e un abbraccio fraterno Giancarlo CST-net .
PS: Hasta la victoria siempre!
Laicità : l'atteggiamento con cui lo Stato garantisce la libertà di culto ai fedeli delle religioni e d'altra parte si riconosce la neutralità dello Stato democratico come uno strumento indispensabile per una convivenza plurale. Non viene però esclusa né una parziale sovrapposizione tra ambito statale e concezioni di origine religiosa né un intervento dello stato sui culti per ragioni di ordine pubblico.
Laicismo : atteggiamento più radicale, tale per cui lo Stato scivolerebbe da una perfetta equidistanza nei confronti di ogni posizione etica e/o credo religioso verso una visione - più o meno dichiarata - di negazione delle convinzioni religiose e delle correlate impostazioni etiche.
Questo secondo lo Zingarelli...
Stamattina stavo uscendo dalla biblioteca per andare a mangiare qualcosa. Accendo il cellulare e subito mi arriva la chiamata di un amico, compaesano, che lavora lontano.
"Compa' sto a legge il giornale"
"Mbè?"
"Il Giornale, proprio il Giornale, quello di Berlusconi"
"Mbè?"
"Dove stai?"
"A Roma"
"Dì a qualcuno che va in piazza a fare una foto... c'è scritto sul Giornale che hanno esposto la bandiera vaticana su al Comune"
Allora subito invio un messaggio ai "miei scagnozzi", sperando che lo abbiano ricevuto.
Ho letto l'articolo del Giornale. Come avevo stigmatizzato il comportamento dei finti laici riguardo la "venuta" di Papa Ratzy alla Sapienza, non posso non stigmatizzare il comportamento della mia amministrazione.
Un amico poco tempo fa, parlando di Alatri, mi ha detto : "Questo è un paese di mediocristiani".
Non di democristiani, badate bene. I democristiani hanno sicuramente agevolato la disastrosa situazione attuale del nostro Paese. Allo stesso tempo gran parte della Dc è stata portatrice di una cultura cristiana ma fortemente laica, incontrandosi con socialisti e comunisti per fare il nostro Paese ed una Costituzione che, nonostante tutto, ancora oggi, pur non del tutto attuata e non del tutto attuabile, è certamente tra le migliori immaginabili. Al contrario, io ed i miei concittadini siamo mediocristiani. Siamo persone che non si schierano, mai. Siamo persone che vivono per loro stesse. E quando fingono di schierarsi, lo fanno solo per contrapporsi tra loro, per guerre finto-ideologiche che non fanno male, che non portano a niente. Non combattiamo se non per dispetto.
Innanzitutto nell'intervista viene detto che quella della Sapienza non è stata una protesta laicista. Secondo me è stato proprio laicismo, il peggior laicismo, quello perpetrato dagli studenti (e non dai professori). La laicità è altra cosa. Una protesta per la laicità, una protesta laica... la protesta degli studenti non è stata niente di tutto ciò. Ammettendo che non era necessario alcun grido d'allarme contro la non laicità dell'invito al pontefice, ammettendo come necessaria la protesta sull'opportunità di invitare un Papa dal passato discusso (quantomeno riguardo le idee sul rapporto religione-scienza), non è ammissibile questo schierarsi di un'amministrazione che rappresenta tutti i cittadini (e non le tradizioni) in palese contrasto con la laicità (e non il laicismo) di un'istituzione pubblica. La laicità è una componente importante della cultura politica. Si gioca sulle parole e sui concetti, per confondere e confonderci. Con il risultato che nè la Chiesa nè lo Stato riescono a rispettare i limiti dei propri ruoli.
E poi c'è' la cultura mediocristiana, quella della politica da bar, dove tra un tressette e una briscola, un caffè e una grappa si discute di tutto allo stesso modo in cui si discute della Juventus o della Roma. E' la cultura dell'Italia post-berlusconiana, non solo nostrana. E' l'anti-cultura, dove ci si divide tra cristiani (nel senso di cattolici integralisti) e laici (nel senso di anti-cristiani), tra comunisti (nel senso di quelli che odiano Berlusconi) e fascisti (nel senso di quelli che adorano Berlusconi). E' la cultura del tifo. E' cultura ultras. E' la cultura dove per un giorno di celebrità si cercano gli scontri, per poi vantarsi con gli amici e mostrare il proprio bottino di guerra ai nemici. Che si innervosiscono. E tra questi, come avrete potuto notare, ci sono anch'io. Un ultrà offeso. Che vergogna!

Antonio Coletta
Responsabile per la scuola e gli enti locali
I CONSIGLI DI ENI: PICCOLI GESTI QUOTIDIANI PER RISPARMIARE FINO A 245 EURO L’ANNO PER UNA FAMIGLIA TIPO DI 4 PERSONE
IN ATTESA CHE
La maggior parte dei moderni elettrodomestici (TV, videoregistratori, computer, forni a microonde, etc.), quando non accesi, possono essere lasciati in stand-by (o “sleep mode”), di regola segnalato da piccole spie visibili sull’apparecchio.
Ad esempio la televisione rimane in stand-by quando è spenta utilizzando il telecomando e non l’interruttore.
In tale modalità il consumo di energia elettrica si riduce ma non si annulla rispetto alla modalità di utilizzo attivo.
Anche gli elettrodomestici spenti continuano a consumare quantità minime di energia elettrica se collegati alla rete elettrica; il consumo si azzera del tutto solo quando la presa dell’apparecchio è staccata dalla rete o, nel caso in cui l’apparecchio sia collegato ad una presa multipla, quando si spegne l’interruttore della presa.
Complessivamente, i consumi di energia elettrica della modalità stand-by non sono trascurabili: ricordandoti di spegnere gli elettrodomestici quando non sono in uso, potrai facilmente arrivare a risparmiare circa l’8% dei tuoi consumi annui di energia elettrica.
Come si fa ad eliminare lo spreco di energia degli apparecchi elettrici quando non sono in funzione?
Acquista una presa elettrica multipla cui collegare gli elettrodomestici: spegnendo l’interruttore della presa potrai annullare del tutto il consumo elettrico degli apparecchi.
A parità di comfort, installando i riduttori di flusso dell’acqua sui rubinetti dei lavandini e della doccia, ridurrai dal 30% al 50% il consumo dell’acqua e dell’energia necessaria per riscaldarla, con un risparmio di oltre 50 euro.*
I riduttori di flusso dell’acqua da installare sulla doccia e sui rubinetti sono dei dispositivi di semplice installazione che miscelano aria con l’acqua consentendo di limitare il consumo di quest’ultima fino al 50%, mantenendo inalterata l’efficacia e il comfort. Riducendo il fabbisogno di acqua calda si ottiene un corrispondente risparmio sui consumi energetici per la sua produzione.
Come funzionano?
I riduttori sono composti da una valvola di riduzione della portata, da un dispositivo a spirale che imprime una maggior velocità all’acqua e da retine che servono a miscelare l’aria aumentando il volume complessivo del getto in uscita.
Come fai ad installarli?
Per montarli basta svitare a mano il filtro del rubinetto e inserire il riduttore. Per la doccia vengono inseriti nel flessibile o nel tubo porta-doccia. I riduttori di flusso costano poco (2-8 euro).
Rispetto ad una comune lampadina a incandescenza, una lampadina a basso consumo (CFL, fluorescente compatta) consuma fino all’80% di energia elettrica in meno. Costa un po’ di più, ma ha una durata notevolmente superiore. Se sostituisci anche solo 3 lampadine a incandescenza da 100 W con 3 lampadine CFL a basso consumo da 20 W, puoi ridurre del 7% i tuoi consumi annui totali di energia elettrica, con un risparmio di circa 45 euro. Inizia a sostituirle nelle stanze in cui restano accese più a lungo.*
Il rapporto lumen/watt esprime l’efficienza luminosa della lampada: mentre le lampade ad incandescenza da 100W sono caratterizzate da un’efficienza luminosa modesta (14 lm/W), perchè circa l’80% dell’energia elettrica è trasformata in calore e solo il restante 20% in luce, le CFL da 20W hanno un’efficienza luminosa ben più elevata (60 lm/W).
Il meccanismo di funzionamento più efficiente consente di ridurre fino all’80% i consumi di energia elettrica a parità di flusso luminoso.
Una lampadina a basso consumo costa circa 10 euro, ma ha una vita media notevolmente superiore a quella di una lampadina tradizionale (10.000 ore, rispetto a 1.000 ore della lampadina ad incandescenza).
Sostituire le lampadine ad incandescenza risulta molto vantaggioso: il maggior costo legato al loro acquisto si recupera infatti in tempi molto brevi.
Cosa bisogna fare?
Se hai un impianto di riscaldamento autonomo o un impianto centralizzato con contatore di calore, l’installazione di valvole termostatiche sui radiatori ti consente di regolare in ogni stanza la temperatura ideale, risparmiando circa il 10% delle tue spese di riscaldamento. Il risparmio di circa 90 euro all’anno ti consentirà di recuperare in pochi anni la spesa iniziale.*
Valuta insieme a un tecnico di fiducia l’installazione delle valvole termostatiche. Peraltro, se intendi usufruire degli incentivi per l’installazione di una caldaia a condensazione devi anche prevedere l’installazione di valvole termostatiche.
* I risparmi indicati sono calcolati con riferimento a una famiglia italiana “tipo” di quattro persone.
Un lavaggio in lavatrice a
Il programma di lavaggio dei capi a
Per questa ragione è preferibile scegliere programmi di lavaggio a temperature più basse (40°-
I detersivi attuali assicurano l’ottenimento di buoni risultati di lavaggio anche a queste temperature; inoltre, questa scelta ti consente di ottenere un risparmio di circa il 3% sui consumi totali annui di energia elettrica.
Circa il 40% delle famiglie italiane possiede una lavastoviglie, mediamente utilizzata quasi tutti i giorni della settimana. Un uso più efficiente di questo elettrodomestico può aiutare a ridurre i consumi annui di energia elettrica. è bene tenere a mente, ad esempio, che in ogni lavaggio il consumo di elettricità, di acqua e di detersivo sono gli stessi indipendentemente dal carico.
Come utilizzare la lavastoviglie?
Utilizzando la lavastoviglie solo quando è piena potrai ottenere risparmi consistenti, che per l’energia elettrica vengono stimati in circa un quarto del consumo annuo derivante da un uso poco efficiente dell’elettrodomestico.
* I risparmi indicati sono calcolati con riferimento a una famiglia italiana “tipo” di quattro persone.
In molti casi è possibile con una piccola spesa isolare il cassonetto dell’avvolgibile, in modo da limitare gli spifferi in casa ed evitare un inutile spreco di energia. Con questo intervento puoi risparmiare il 5% sulla spesa per riscaldamento, quindi oltre 40 euro all’anno.*
Quando il cassonetto dell’avvolgibile non è adeguatamente isolato si verifica una notevole dispersione di calore verso l’esterno. In molti casi ci sono le condizioni per isolarlo in modo semplice ed economico ottenendo un risparmio del 5-10% dell’energia necessaria per il riscaldamento.
Come puoi realizzare questo semplice intervento?
In primo luogo verifica che all’interno del cassonetto vi sia lo spazio sufficiente per poter disporre il pannello isolante.
L’intervento consiste appunto nell’applicare sulle superficie interna del cassonetto pannelli di materiale isolante rigido e opportunamente sagomato, di spessore non inferiore a 2-
Eliminare la fase di asciugatura con aria calda ti fa risparmiare fino al 45% di energia elettrica in ogni ciclo di lavaggio, circa 30 euro all’anno.*
Circa il 40% delle famiglie italiane possiede una lavastoviglie, mediamente utilizzata quasi tutti i giorni della settimana. Un uso più efficiente di questo elettrodomestico può aiutare a ridurre i consumi annui di energia elettrica.
è bene tenere a mente, ad esempio, che l’eliminazione della fase di asciugatura con aria calda permette di risparmiare fino al 45% di energia elettrica in ogni ciclo (pari a circa il 4,5% dei consumi annui di energia elettrica di una famiglia di 4 persone).
Come eliminare l’asciugatura?
Verifica se la tua lavastoviglie ha un tasto specifico che permette di escludere dal ciclo la fase di asciugatura con aria calda; in caso contrario, se puoi, apri lo sportello una volta terminato il lavaggio.
* I risparmi indicati sono calcolati con riferimento a una famiglia italiana “tipo” di quattro persone.
Il 9 gennaio di 54 anni fa, cadevano sotto i colpi della polizia di Scelba, sei lavoratori, Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti e rimasero feriti più di cento che, insieme con altre migliaia di lavoratori modenesi, stavano manifestando contro le serrate operate dagli industriali ed a difesa dei diritti e del lavoro.
In quegli anni di scontri duri si cercava di consolidare la giovane democrazia italiana, anche con la lotta per l’affermazione degli elementari diritti in fabbrica e nei luoghi di lavoro.
Al di là dei giudizi di allora su quei fatti tragici, rimane la sproporzione tra la rivendicazione di quegli elementari diritti e la reazione della polizia e degli industriali, che causò quell’enorme tributo di sangue del movimento operaio modenese.
Anche da quel sacrificio, si può affermare, ha avuto origine un sistema di relazioni e di confronto, all’interno delle imprese e della società, basato sul reciproco riconoscimento e sul rispetto delle prerogative delle parti, in sostanza l’essenza del confronto democratico base della convivenza civile.
Tutto questo è di nuovo messo in discussione, oggi, in Italia, la violenza nei luoghi di lavoro e le forme di prevaricazione e negazione dei diritti assumono forme meno esplicite, ma hanno in seno non meno violenza e dolore.
Spazi democratici che vanno tuttora difesi dai tentativi di ridurli e renderli inattuali, da parte di chi, vorrebbe affermare un ruolo subalterno dei lavoratori, attraverso una costante e purtroppo efficace attacco alle garanzie a tutela dell’uomo e della dignità del proprio lavoro, come la sicurezza nei luoghi di lavoro che anche in questo inizio di 2008 latita e lascia dietro di sé una lunga scia di dolore e morte, oppure la precarietà contrattuale dei lavoratori, o peggio ancora la chiusura di stabilimenti in modo unilaterale e senza nessun risarcimento e responsabilità sociale da parte di multinazionali senza scrupoli.
L’insegnamento incancellabile dell’eccidio del 9 gennaio, rimane più che mai attuale. I problemi vanno affrontati nel rispetto dei diritti delle persone e non tenerne conto significa non rispettare il valore democratico della lotta per la quale i lavoratori di Modena 58 anni fa, quelli della Thyssenkrupp oggi, hanno pagato il tributo doloroso di molte vite spezzate.
Diritti e democrazia nei luoghi di lavoro e più in generale nella società sono la base della convivenza di una comunità, senza le prime non può esserci progresso degno di questo nome.
Una fabbrica in dismissione, dove i lavoratori prima di essere buttati fuori vengono costretti a ripetuti straordinari e a produrre con macchinari decrepiti e con scarsa o nulla manutenzione, ha seminato morte e dolore. 7 operai deceduti e molti altri ustionati.
L'incendio e la conseguente deflagrazione avvenuta alla acciaieria Thyssenkrupp non possono in alcun modo essere definiti un incidente o una tragica fatalità, ma la diretta conseguenza di politiche aziendali basate sul disprezzo della persona e sul taglio dei costi fino a conseguenze mortali che sono sempre i lavoratori e le lavoratrici dipendenti a dover subire.
Le testimonianze rese immediatamente dai lavoratori coinvolti, feriti e per un soffio scampati, sono infatti sconcertanti: estintori insufficienti e scarichi, pompe vuote e mal funzionanti, squadre di intervento impreparate e/o inesistenti, lavoratori lasciati soli a difendersi dalla trappola mortale in cui un reparto si era trasformato.
La Thissenkrupp è già stata messa sotto accusa per gravi violazioni della sicurezza, ma questa situazione è comune e risaputa per molte fabbriche e invece di interventi risolutivi siamo sempre ad aspettare che una nuova tragedia si compia. Solo poco tempo fa Mirafiori è stata chiusa per giorni a causa di un terribile “incidente” che ha colpito un lavoratore, le cui condizioni sono tuttora gravissime.
Ricordiamoci bene che le fabbriche di morte trovano troppo spesso pesanti complicità e connivenze politico- istituzionali: non solo l'adeguamento delle leggi sulla sicurezza viene sistematicamente ritardato da governi e partiti (che hanno ben altre priorità!), ma le stesse leggi e gli stessi strumenti esistenti di ispezione e controllo vengono puntualmente depotenziati ed ostacolati in nome della supremazia della produzione e del profitto sull’uomo.
Francesco Coccia (Cobas)
Cari compagni, cari cittadini, ancora una volta il nostro territorio vive drammaticamente il peso della deindustrializzazione che periodicamente miete posti di lavoro e consegna nuovi lavoratori e nuove famiglie nell'affollato porto della precarietà e della disoccupazione, rimettendo loro tutto il peso ed il dolore di vivere e pagare qui ed ora, la prepotenza e la sfacciataggine del potere delle multinazionali del dio mercato.
91 lavoratori della CST-NET chiedono sostegno a tutti per evitare la chiusura dello storico stabilimento dell'ex ALCATEL, e lo fanno sostenendo da tempo e senza salario da diversi mesi, una lotta pacifica e piena di una dote troppo spesso abusata nei ricami di comunicati e vetrine dei tuttologhi di turno: la dignità dell'uomo, la difesa del lavoro, rifiutando la sua mercificazione come mero strumento di accumulazione di capitale.
E' una lotta importante, come tutte quelle che rimettono al centro della società l'uomo, come circolo cittadino accogliamo il vostro appello, e ci spenderemo con tutte le nostre forze al vostro fianco, vogliamo dirvi che non siete soli, e che grazie a voi, possiamo realmente dire che credere in un altro mondo possibile si può solo ripartendo dall'uomo e dalla difesa e la valorizzazione del lavoro, questo è un messaggio enorme che mandate alla nostra provincia, ai nostri conterranei, lo definirei un grande messaggio d'amore.
Tommaso Santoro
(Segretario del Circolo)