
Lo storico Polibio di Megalopoli, vissuto in Grecia, precisamente in Arcadia, nel II sec. a.c. , scriveva che l'uomo e' la bestia piu' feroce che la natura abbia mai creato. A differenza di ogni razza animale, l'uomo in ogni suo gesto , oltre all'istinto vi immette l'uso della ragione ; dunque se il leone sbrana, riducendo a brandelli la malcapitata preda, rispondendo al suo istinto ed alla necessita' di cibarsi, l'uomo viceversa se vuole fare del male utilizza la mente in modo malefico e depravato.
Chiedo scusa preventivamente se i caratteri di questo post, sono un po' incomprensibili, sono in viaggio, lontano monti e mari dall'Italia e utilizzo un computer che ha altri sistemi di scrittura. Son nella mia amata Lituania e mi sono imbattuto nella visita del IX Forte della citta' di Kaunas, sfruttato, durante l'occupazione nazista, come campo di sterminio di ebrei e partigiani locali, rimanendo scioccato dalle testimonianze le foto, i luoghi di tanta cattiveria umana e le epigrafi in ricordo di tanti uomini come noi, che sono stati in quel sito letteralmente eliminati.
Tutti, ringraziando il cielo, conosciamo l'atrocita' di campi nazisti di Auschwitz o Dachau, li abbiamo studiati sui libri di scuola e abbiamo visto molti documentari e mostre in proposito, ma vi assicuro che visitare di persona, calcare quelle terre maledette e ascoltare un superstite di quel campo che ne e' la guida , da delle sensazioni raccapriccianti che tolgono il respiro.
Kaunas e' un centro di capitale importanza per la Lituania, visto che la divide a meta' e ne permette i collegamenti con le altre citta', per questo, quando questo paese era ancora indipendente, vennero edificati intorno a questa citta' 9 forti uniti da un altissimo muro e di questa fortificazione il nono forte era una sorta di quartier generale. La Germania nazista nell'agosto del 1939 si accordo' con la Russia, con patto di non aggressione, semplicemente annettendo, come zona di influenza la Lituania (la Polonia era quasi caduta del tutto), permettendo ai Russi di annettersi Lettonia ed Estonia. La Russia era conscia che quello con i nazisti era un finto patto, gia' nel settembre del 1939, scoprendo i piani nazisti rivolti contro di essa si inseri' negli affari lituani. L' est europeo su tutti Polonia e Lituania erano aree dove la comunita' ebraica era molto folta, non a caso Vilnius era nota con il nome di Gerusalemme europea. Dunque una volta che i nazisti entrarono prepotentemente nell'area baltica , cominciarono le operazione di rastrellamento e deportazione di ostaggi ebrei.
Il IX forte di Kaunas, vista l'iniziale non resistenza russa, venne subito adibito dai nazisti a mo' di campo di sterminio..... e si' in quel caso di solo sterminio, non esistevano lavori forzati ma bastava reperire denti e capelli dei condannati a morte e poi bastava una fucilata alla tempia e ammassarli in fosse comuni come rifiuti .....Quello che mi lascia basito non sono i numeri, sebbene raccapriccianti 30 000 ebrei massacrati, ma le testimonianze di un MIRACOLATO scampato per un attimo alla morte e salvato dalla disfatta tedesca nel gelo della Russia. Quest' uomo, e' un ebreo che con la sua famiglia e nato e cresciuto in quella terra, quello che racconta si imprime nella mente degli ascoltatori e nei cuori perche' parla da uomo. All'inizio non capiva, diceva, un gran chiasso e sirene ovunque, bombe e fuoco alle nostre case,scappammo lotano ma fummo tutti catturati.
Per quei porci dei nazisti lo sterminio sistematico di ebrei passava soprattutto come un impiccio burocratico, venivano raggruppati , smistati ovunque e mandati a morire ovunque. Quello che piu' mi ha colpito e' il terrore ancora vivo negli occhi del superstite-narratore, le sue parole i racconti dei lazzi e delle botte che prendeva gratuitamente ogni momento. Racconta di essere stato gettato nella cella 56 di due metri quadrati con 14 altri malcapitati, io quella cella l'ho vista senza letti con l'acqua che ancora cola dal soffitto, racconta che alcuni soldati si divertivano ad aprire la cella e a menarli come peggio non potevano. Eppure lui si e' salvato, le preghiere rivolte al suo Dio hanno partorito l'effetto sperato ma molti sono morti in nome di una idea deprecabile.
Ad ogni incrocio di strada in Lituania, nella maggiorparte, si ergono piccole edicole a ricordo di qualche ebreo li' ucciso tutte con la stella di David a sei punte e con un ricordo in doppia lingua, io non posso che inviargli un pensiero ripromettendoni di non dimenticare mai,conscio che queste atrocita' dovrebbero farci vergognare tutti di essere uomini. Credo che la discriminazione sia la madre di questi mali e sono orgoglioso di fregiarmi di compagni, amici e vicini di avventura che credono nella faccia buona dell'uomo e nella sua essenza comunque e sempre paritaria.
A presto. Giovanni De Santis.
Il 19 giugno di 15 anni fa, a Palermo presso via d'amelio, una 126 imbottita di tritolo esplose ed oltre al magistrato Paolo Borsellino morirono gli agenti di scorta Agostino Catalano (caposcorta), Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina.
Alatri patrimonio mondiale dell'Unesco? Perchè no?

Il centro dell'acropoli di Alatri, è oggi occupato dall'eminete cattedrale dedicata a S.Paolo, dove risiede il mitico San Sisto, ma un tempo in quel sito, sorgeva imponente, una rocca interna con l'arcaico edificio templare dedicato al nume tutelare della città : il dio Saturno. La presenza della cattedrale, successiva alla chiesa medioevale, presumibilmente consacrata con la non rapida cristianizzazione della città, assieme all' Episcopio, nascondono antiche fondazioni. Da materiale reperito con immensa difficoltà da internet o da qualche rarissimo testo ( Don Giuseppe Capone in questo caso è il massimo studioso), sembrerebbe che la Cattedrale e parte dell'Episcopio, poggiano su due assi che, come si dice in gergo archeologico , sono in opera poligonale, e che sarebbero dovute essere il podio di una arcaica ara ernica, forse antecedente, e la base del tempio di Saturno. Si tratta di dati non certi, essendo non analizzabili fino in fondo, di certo non possiamo mica abbattere la casa di S.Sisto, e sebbene io in questa sede stia semplicemente riportando dei dati, risultati di altri studi, sono convinto che gli specialisti già ad un primo sopralluogo saprebbero dirne di più. Di certo si può presumere che fosse stato un edificio templare arcaico ovvero di matrice italica, il cosidetto edifico tuscanico su alto podio, tenendo conto che nell'area di Alatri venne rinvenuto un tempietto etrusco, e che in antico il tempio per prassi religiose non poteva essere spostato o orientato diversamente.
Proprio parte di quella rocca interna, era costituita da quella roccia naturale che la legenda vorrebbe spaccata da un fulminine, segno di benedizione divina per la fondazione della città di Alatri. Stupisce effettivamente che un insediamento sorga lontano da sorgenti o fiumi, fonti di approvvigionamento idrico o di scambio , magari il fiume Cosa ,oggi niente più che un filo d'acqua, era veramente un fiume o magari rudimenti di canalizzazioni, avevano permesso agli antichi alatresi, di rifornirsi da sorgenti dei monti vicini tenendo conto che le loro conoscenze ci stupiscono ancora oggi. Non dobbiamo infatti, considerare gli antichi come dei rozzi incolti facendo propri criteri di evoluzionismo, ma avevano un bagaglio di conoscenza globale abnorme e questo potrebbe avvalorare la tesi che vorrebbe i nostri fondatori venuti da oriente. Tutta la costruzione ciclopica dell'acopoli e della cinta esterna, ha un orientamento archeoastronomico impressionante e del quale Don Giuseppe Capone ne ha dimostrato il carattere ottenedo conferme dal Prof. Aveni docente di astronomia e Settle di storia della scienza di New York. Il centro della pianta cittadina rimanda alla fassura della roccia dell'acropoli e al solstizio di estate il sorgere del sole traccia una perpendicolare che venne adottata come asse NORD-SUD e come modulo ( unità di misura) , nella realtà un suo segmento, per l'urbanistica cittadina. Le cinque porte cittadine distano tre volte la lunghezza di tale modulo. Se unissimo in una linea ideale lo ierone, il centro cittadino, a tutte le porte, portelle o le altre linee ideali di equinozio e solstizio e dei punti cardinali si otterrebbero sedici aree distinte della città. Dalla roccia dell'acropoli (lo ierone) passano i raggi del sole in momenti capitali dell'anno: al solstizio d'estate il sole sorge dirimpetto al leone per poi tramontare a porta S Benedetto; porta S. Francesco farebbe riferimento al sorgere e al tramontare del sole agli equinozi di primavera e autunno mentre Portadinii e Porta S. Nicola sono legate al sorgere e tramontare del sole al 21 dicembre, cosi propone DonGiusepe Capone, che poi evidenziava quanto la pianta dell'acropoli riproduca quasi fedelmente la costellazione dei gemelli.
Potremmo tutti fare gruppo ed unirci nel promuovere la nostra città ed i suoi misteri. Personalmente mi sono avvicinato allo studio di Don Giuseppe Capone non solo per mio interesse personale, ma anche per fare qualcosa di buono per il mo paese. Come rifondazione di Alatri stiamo raccogliendo del materiale per promuovere mostre convegni, e tutto il possibile, perchè i nostri concittadini abbiamo una perlomeno vaga idea di dove vivono e quali siano in prospettiva,le risorse di Alatri.
Qualcuno aveva promesso di fare di Alatri una nuova Siena, e poi dicono a noi demagoghi! Occorre muoversi, impegnarsi, certo chi se ne senta in dovere ci contatti, promuovere il sito come meta turistica, inserire l'acropoli nel novero dell'UNESCO, magari una sezione di studi sull'antichità italiche dell'università......ecc.... è questo quello che porterebbe crescita alla cittadina e la trasformerebbe in un centro di ritrovo, scambio e conoscenza. Personalmente quando con la mia macchinina torno ad Alatri e dalla statale vedo all'orizzonte lo stato della cinta muraria esterna della città, sommersa dalla vegetazione, segno tangibile del menefreghismo di chi ci governa, mi piange il cuore nel constatare che cinta una fascia tricolore trasversale, il sindaco di turno diventi così cieco da non vedere le risorse che Alatri offre. Mi si potrà obiettare che urge la risoluzione di altri ed urgenti problemi, ma rammento che il vero politico è quello che guarda oltre, quello che si dedica anima e corpo alla sua gente ,alla sua terra e noi nel nostro piccolo ce la metteremo tutta.
Giovanni De Santis.

Nel cuore della vecchia città di Berlino, si ergeva imponente una diga eretta dall'uomo, che non solo si proponeva di dividere l'europa, ma in più, porre un limite ad un' indole caratteristica e primordiale dell'uomo, ovvero quella di spostarsi, vedere ma soprattutto conoscere. Sebbene, mi senta un convinto compagno ed ammiro l'idea, o per chi vuole utopia, del comunismo sovietico, non posso non riconoscere che qualsiasi regime ha in se qualcosa di sbagliato....del resto per dirla con il mitico De Andrè : QUALE E' IL POTERE BUONO? Ma l'idea della società comune, della parità e della uguaglianza, merita comunque un plauso, un'attenta analisi direi una giusta conoscenza, che noi ancora oggi con difficoltà discerniamo.
Noi l'Italia, la terra del sole, della bella vita,della canzone un modello culturale da esportare anche nei """"chiusi regimi dell'est""""""(era di fatto concesso vedere il festival di Sanremo), eravamo dall'altra parte del muro, ed ora a 18 anni di distanza ancora lo siamo. Ritengo che ancora, abbiamo impressa nella mente residui di propaganda americana.
Gli italiani hanno fatto una immensa abbuffata, di films a stellestrisce, dai vecchi western, dove i poveri indiani erano i cattivi, fino ad arrivare al cattivo pugile russo, prevedibilmente battuto dall'eroe Rocky Balboa. Ad oggi mi chiedo, cosa pensiamo vi sia oltre il vecchio muro? Mi sembra una questione importante, ricollegandomi al post del compagno Antonio, che non a caso, menzionava, con vivo fervore, quel sentimento tutto nostrano di non voler integrare,non solo LO STRANIERO, ma IL DIVERSO.
L'europa dell'est, un'immensa e sterminata landa desolata e povera, dove la gente se la passa molto male e allora ne fugge rubando il lavoro agli italiani. Questo è quello che i più nel nostro paese pensa, non memore che le vecchie capitali dell'est hanno una storia e cultura immensa dalla Mosca degli Zar Praga o Varsavia. Quante volte abbiamo ascoltato i nostri compaesani, dire " senti....io non sono razzista... ma comunque sono troppi questi rumeni....che invadono come barbari il nostro tranquillo paese." e poi siamo così bravi da coniare frasi disarmanti come " puzzi come un Albanese" noi, i discendenti di chi ha civilizzato il mondo.
Mi sento in dovere di esporre, quello che ho visto con i mei occhi, in una terra che ormai è divenuta la mia seconda casa, la Lituania, e non solo perchè la mia compagna è nativa di quella fantastica propagine di Baltico, ma perchè dopo anni di assidua frequentazione ho cominciato a parlucchiare la loro lingua, a conoscere la storia di alcune persone e, cosa più importante, il loro punta di vista, la loro cultura. Una cultura diversa sembra spaventarci, sono molto freddi nel carattere, come gli occhi glaciali delle loro donne e le braccia possenti dei loro uomini, che lavoratori infaticabili portano il pane a casa un po' come noi. La Lituania è una terra fiera della sua giovane indipendenza, della loro democrazia, personalmente ho partecipato alla festa di Vilnius quando, con letizia immensa entrarono nella comunità europea, loro che dieci anni prima erano senza luce e gas, opportunamenti tolti dall nuova Russia. I giovani hanno avuto un immenso desiderio di occidentalizzazione, che come magma irrefrenabile è comunque esploso, ed ora li ha trasformati in nuovi e provetti operai del capitalismo che visto il recente passato, possono, per confronto con il vecchio comunismo, analizzare con attenzione.
Parlando con i più anziani, rimasi meravigliato dal fatto che ancora oggi che mangiano Mc Donald's e bevono Coca Cola, rimpiangano alcune cose del comunismo, dalle più banale alla più seria. Prima c'era lavoro per tutti e in giro fregature non c'erano, non esistevano mutui di trenta o più anni per la casa o strozzini, non vedevano mai i loro atleti o sportivi in genere, perdere nelle competizioni in cui partecipavano e poi i poveri non esistevano. Ancora oggi espongono i vecchi munumenti sovietici, loro che etnicamente sono più svedesi che russi, ma che non vogliono rinnegare un passato fatto di sofferenze e dolori. Questo vale per una terra che conosco ma cosa pensano i rumeni del nostro paese? Quelli discriminati, da alleanza nazionale, come tutti gli altri stranieri , perchè non nati da sperma italico, sarebbero davvero stati accolti, se avessero lavorato per 10 anni nel nostro paese, nel novero dei votanti come una vecchia proposta di Fini sembrava prevedere? L'onorevole Fini, degno avversario politico dei nostri compagni più esperti, quello della legge RAZZISTA, la BOSSI-FINI, si era forse convertito? Cosa nascondeva dietro quella oscura proposta, che i suoi camerati ( perchè così si chiamano tra loro, grave rispetto all'innocuo compagni) sembravano non condividere? Voleva forse accaparrarsi i voti dei tanto odiati extracomunitari dell'est che memori dell'odiato comunismo, lo avrebbero ricompensato, in un momento in cui temeva che il centrosinistra lo potesse beffare? Dunque se ancora oggi sono assertori di tali proposte perchè non si ribattezzano comunisti?
Non voglio attaccare nessuno, come non voglio polemizzare con alleanza nazionale, ma da cittadino mi pongo dei quesiti, potrò sbagliare ma perlomeno cerco di pensare con la mia testa, e semmai chiedere scusa. Ma ritengo che siamo tutti figli di una grande madre che si è divertita a spargergi casualmente ovunque ma sta a noi convivere e conoscerci a fondo perchè l'incontro-scontro tra culture diverse genera solo una grande crescita e poi non ci sentiremmo soffocare se rimanessimo chiusi nei nostri confini culturali e statali? Gli odiati extracomunitari, sono quelli che raccolgono i pomodori che cominciano a rilevare gli italiani in quei lavori che noi stimiamo troppo declassanti per uno spirito suppostamente borghese; fermo restando che, come è ovvio, chiunque commetta un reato è passibile di pena in modo equo e giusto. Loro stanno contribuendo, e non poco, alla nostra economia, e noi li discriminiamo e allora i veri diversi sono i discriminanti non i discriminati.
Ci tengo a ripetere, con fermezza che per me il regime sovietico fu un male, una privazione di democrazia da cui noi di rifondazione ci sentiamo distantissimi, ma non lo siamo invece dall'idea di comunismo nobile e molto più antica, non vorrei bestemmiare ma Gesù era comunista prima di tutto, basta leggere anche alcuni detti di quel libero cristianesimo prima che si creasse quella sovrastruttura della chiesa che ne razionalizzò il messaggio originale, ma questo è un altro discorso che merita di essere affrontato con più attenzione. A presto
Giovanni De Santis.