Rifondazione Comunista - Alatri (maggio 2007 - marzo 2009)

Ex sezione "Peppino Impastato" di Alatri

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lunedì, 25 giugno 2007

La vita vista da Alatri

Premetto che scrivo a titolo personale. Era un bel po' di tempo che non vivevo continuativamente ad Alatri e l'immagine che mi da in questi tempi non è positivissima. Forse Alatri non è niente di più che un'immagine in miniatura della crisi politica, sociale e culturale che l'Italia sta vivendo nell'ultimo decennio. Niente di più, ma questo non significa che debba essere tale.

Alatri è un paese che va morendo e credo che questo sia sotto gli occhi di tutti. Si potrebbero passare giornate a discutere di chi è stata la colpa, di questa o quell'amministrazione. Credo però che ci si debba concentrare sul perchè Alatri è diventata un paese di nessuno. In primis per il modo di fare politica, per la cultura politica. La cultura politica di base non è di destra nè di sinistra. Alatri è stata, a mio modo di vedere, vittima dell'incontro-scontro tra due gruppi di interesse che gravitano intorno alle due coalizioni cosiddette di "centro-destra" e di "centro-sinistra". Una buona amministrazione comunale dovrebbe operare per l'interesse comune, anche contro l'interesse personale di quella che è la sua base elettorale. Mi si potrebbe ribattere che amministrare non è fare politica e che in fondo è sempre stato così. Io invece penso che fare politica sia anche amministrare. Amministrare non significa accontentare ogni piccolo rione e ogni famiglia per quel che riguarda strade, fogne e pali della luce. Amministrare significa fare qualcosa che sia interesse comune. Non esiste una dicotomia Alatri Centro-Tecchiena, non esistono rioni, esiste un comune. La stessa etimologia della parola richiama ad una comunità e non ad interessi particolaristici. Non servono venti campi di calcio.

Penso ad esempio agli ultimi "inghippi" amministrativi. La storia delle villette a Tecchiena? Ma perchè manca un piano regolatore particolareggiato ad Alatri? Ve lo siete chiesto? Lancio un'idea: e se fosse per lasciarsi le mani libere, per non sbilanciarsi a favore di uno o a favore di un altro? Le case servono. E servono servizi e vitalità. Vitalità che può nascere solamente dal turismo in un paese come il nostro. Se io fossi un commerciante la smetterei di preoccuparmi dei parcheggi e mi preoccuperei molto più di sollecitare un rilancio del turismo. Un turismo che è naturalmente agevolato dai patrimoni archeologici e artistici presenti dal nostro territorio e dalla posizione strategica tra Roma e Napoli. E' abbastanza ma non molto, direbbe qualcuno. E allora, andrebbe contro l'interesse di qualcuno accordarsi con Veroli, Anagni, Ferentino e soprattutto Fiuggi per i suoi alberghi per creare un circuito turistico? Attivarsi per creare almeno un'estate che offre diverse attività in questi comuni? Non è un discorso di destra o di sinistra, credo sia un discorso di buon senso. Se si vuole fare di Alatri una piccola Siena ci si deve muovere in questo senso, ma trasformando una città in cantiere in piena estate, non penso si stia seguendo questa strada.

Non credo che le idee manchino alla gente, credo piuttosto ci sia troppo "folklore" (definiamolo così, con un doppio senso polemico) nella nostra popolazione. Non voglio offendervi, ma credo che questo sia anche e soprattutto colpa nostra. Colpa nostra se abbiamo portato un paese come il nostro alla morte sociale. Colpa nostra che non siamo più capaci di scandalizzarci se non per pochi secondi o per stupidaggini. Colpa nostra se la mia ed altre generazioni più o meno giovani sono lasciate a se stesse in un paese che non da sfoghi o prospettive. Facciamo tutti finta di non vedere, di non sentire. Tutti, nessuno escluso, forze dell'ordine ma, ancora più grave, noi cittadini. Che, come nell'amministrazione pubblica, badiamo al nostro orticello, a far mettere a posto le fogne che all'esterno nessuno possa più sentire la puzza. Ma la puzza c'è, eccome. E non è quella che alcuni addebitano ai rumeni o agli albanesi. Parliamoci chiaro, noi gli stranieri non li integriamo. L'Italia in generale, ma anche noi. E chi sente la puzza è o per ignoranza o perchè questi poveracci che arrivano si immettono in loschi affari per campare,intralciando i loschi affari di qualcun'altro. Loro stanno tra loro, noi stiamo tra noi. Loro staranno tra noi e saranno noi, che lo vogliamo o no. Sono una forza per noi, non una discarica. E mi sbilancio: sono meglio di noi, servono alla società più di noi. Noi non vediamo altro che noi, belli, puliti. Vediamo la nostra immagine esterna. Non vediamo che oltre ad una città, con la droga, l'ignoranza e la non benevolenza stiamo devastando anche noi stessi.

Torno ad argomenti forse più attinenti alla destinazione di questo spazio. Dimentichiamo facilmente, dicevo. Come già abbiamo dimenticato che sono stati impiantati dei ripetitori per i cellulari a Civita, ben nascosti per fortuna, da cui il comune ricaverà forti guadagni. Bene, no? Sarebbe bene se l'operazione non fosse poco chiara. Si devono chiedere controlli per l'emissione di radiazioni. E non lo deve chiedere un partito o i residenti delle zone limitrofe. Lo deve chiedere la popolazione in quanto tale perchè è interesse di tutti, perchè Civita è patrimonio di tutti, perchè la salute è di tutti.

Ma cosa ci possiamo aspettare da una città dove non si può fare una rassegna cinematografica a tema perchè non sarebbero presenti film per famiglie? Manca cultura, troppa cultura, perfino quella essenziale. La cultura, per sensibilità, deve essere punto di partenza della sinistra (concezione che si è persa con il tempo, con la vittoria della cultura del "calpestiamoci per arrivare in cima a tutti, ché quello è l'obiettivo" del berlusconismo, sposata anche dalla parte del centro sinistra ormai assimilata). Deve essere quello il nostro punto di partenza. Riportare cultura della politica, andare oltre la politica e, in questo caso, l'amministrazione degli interessi economici. Riportare chiarezza, fiducia, trasparenza.

Muoviamoci, diamoci da fare che siamo ancora in tempo. Non mi riferisco solo a noi, che siamo pochi, mi appello anche voi. A voi che potreste dare di più, anche se non la pensate sui grandi temi politici come noi. Su quelli ci scontreremo quando le fondamenta saranno gettate. Non gettiamoci così.
Antonio Coletta
postato da: impastatoalatri alle ore 13:28 | link | commenti (13)
categorie: pensieri
domenica, 24 giugno 2007

Chi erano i nostri padri fondatori.

Torniamo ad interessarci al nostro "progetto archeologia" sulla nostra beneamata Alatri. Cercheremo in questo piccolo spazio di questo blog, di dimostrare l'importanza dei nostri momumenti e di infondere in qualche lettore, l' interesse a dibattere su un antico ma spinoso tema : CHI ERANO I NOSTRI PADRI FONDATORI.

E' interessante la pagina del Gregorovius che descrive la civita: “un meraviglioso monumento ...di cui non trovasi l’eguale in tutto il Lazio ... Allorquando mi trovai dinanzi a quella nera costruzione titanica, conservata in ottimo stato, quasi non contasse secoli e secoli, ma soltanto anni, provai un’ammirazione per la forza umana... . Qui vediamo dinanzi a noi mura colossali di cui ogni pietra non è un grosso pezzo quadrato, ma un vero macigno di forma irregolare, e se ci domandiamo meravigliati con quali mezzi si siano potuti collocare tali massi gli uni sugli altri, si arriva ancor meno a comprendere come sia stato possibile incastrarli gli uni negli altri, in modo da non lasciare il minimo interstizio, producendo l’effetto di un gigantesco mosaico lavorato con la massiccia precisione. La tradizione attribuisce questo genere di costruzione degli antichissimi templi latini, ai templi di Saturno, e li sbalza addirittura fuori dal periodo della civiltà storica. . . .La loro vista sola basta a convincerci che una razza che poté costruire tali mura, doveva già possedere un’importante cultura"

In questo testo vi è un diretto rimando a Saturno. Una suggestiva ipotesi vorrebbe Alatri, con Atina, Arpino, Anagni e Ferentino essere fondata dal Dio Saturno, ma nuove indagini archeologiche dimostrano che le  cosidette mura ciclopiche sono una costante dell'entroterra ciociaro e forse non a caso dette "Pelasgiche". I Pelasgi sembrano essere stati un arcaico popolo stanziato nell'Asia minore, Omero nell'Iliade li nomina alleati dei troiani nella loro decennale guerra con i Greci. Purtroppo, l'assoluta assenza di documentazione scritta, il carattere spinoso di tale tema ed i millenni intercorsi fino ad ora, hanno spinto molti studiosi a definire i poveri pelasgi un popolo solo mitico, forse non reale. La guerra di Troia datata orientativamente 1100 a.c. ,comportò dall'asia minore, una grande emigrazione di popoli, antecedente e contemporanea a quella delle popolazioni indoeuropee, ed è allora possibile che qualche nostro antenato venisse dalla attuale Turchia o comunque da oriente. Gli Ernici, definiti da alcuni, popolazione italica che scese dalle sedi montane, potrebbero essere il frutto di una sintesi tra un elemento etnico locale con un elemento etnico venuto da lontano. Questa è ad oggi la tesi più accreditata per spiegare le discusse origini degli etruschi, che per il Pallottino sarebbero un risultato di sintesi culturale con i Villanoviani.

Torneremo presto a dibattere sul nome di Alatri e delle stupefacenti tavolette rinvenute sull'eufrate che menzionano fortificazioni possenti di un  Alatri ,una vecchia Alatri nella Siria più interna , e della origine e significato della parola Alatri.

Pochi giorni fà si è celebrato il natale di Alatri ed al solstizio d'estate il primo raggio di sole traccia sull'acropoli una linea nord-sud su cui è orietata l'intera rocca,ma ad oggi, questo fascio di luce,  lambisce il vecchio leone. 

 A noi provetti archeologi, pare una copia del colossale leone di Cnido, nella attuale Turchia,di cui la foto nel post, che coronava una tomba collettiva visibile dai naviganti,  dedicata forse agli ateniesi morti nel 394 a.C. quando Conone al comando della flotta persiana aveva sconfitto gli spartani, ma non mancherebbero altre interessanti somiglianze tra il Leone di Alatri, ed altre sue rappresentazioni nell’arte ellenistica, tanto da scomodare anche lo scultore di Alessandro Magno , Lisippo. Il nostro leone potrebbe essere una copia romana a cavallo dell'era cristiana, visto che era invalso l'uso ,presso i romani, di ovviare a copie di originali greci per abbellire le loro ville o i loro complessi, ed avvolte con piccole modificazioni dall'originale, come nel nostro caso fauci aperte dell'animale o crine più o meno folte.

Come si nota, nonostante l'avanzato stato di erosione del nostro leone,  le similitudini del leone di Cnido con il leone di civita sono molteplici. Presto cominceremo una garnde campagna atta e rivolta alla difesa del nostro piccolo paradiso archeologico. PER IL POPOLO E PER IL SUO PASSATO.

                                      Giovanni De Santis.

Leone
postato da: impastatoalatri alle ore 23:36 | link | commenti (5)
categorie: progetto archeologia
giovedì, 14 giugno 2007

Il dovere della ri-testimonianza

Marzabotto mi ha regalato emozioni molto intense e che segneranno per sempre il mio cammino di uomo su questa terra.
Quando si raggiungono fisicamente i luoghi della Resistenza Partigiana e sopratutto degli eccidi nazifascisti tutto improvvisamente diventa molto più chiaro di ciò che abbiamo potuto apprendere dalla letteratura scolastica e non.
L'incedere drammatico del racconto dei testimoni oculari di quelle vicende,e, in particolar modo dei Partigiani come Franco Fontana o Armando Gaseani, ha più volte commosso l'intero gruppo che ha partecipato al viaggio sino alle lacrime.
Io ero fra quelle persone.
Credo che come uomini, come compagni dobbiamo impegnarci molto nella società per riaffermare quegli alti valori umani ed etici che più di sessanta anni fà portarono quelle donne e quegli uomini ad insorgere contro il male assoluto e barbaro del nazifascismo.
Impegnarci in primo luogo nella RI-TESTIMONIANZA di quegli eventi, perchè solo così renderemo il debito che abbiamo come generazione a quegli uomini che ancora oggi a distanza di 62 anni dicono "MAI PIU'!".

Tommaso Santoro
Segretario del circolo

Sabbiuno

(Nella foto il monumento ai cento partigiani fucilati nei calanchi di Sabbiuno)
postato da: impastatoalatri alle ore 18:37 | link | commenti (2)
categorie: pensieri
martedì, 12 giugno 2007

Le villette di Tecchiena - Un parere legale gratuito al sindaco di Alatri

Al sig. Sindaco del Comune di Alatri.

Le rimettiamo sintetico parere legale perché, in sede di autotutela, Lei possa provvedere ad annullare la delibera per la localizzazione dell’intervento edilizio nella zona di Tecchiena - “La Piazzetta”:   

NON  è consentita la localizzazione  ex art.51 L.865/1971 un intervento residenziale in una zona che il PRG individua come “zona agricola”.

Senza grandi sforzi di interpretazione di qualche azzeccagarbugli la conclusione emerge, oltre che da una lettura senza secondi fini dello stesso articolo 51,  da sentenze del massimo Organo di giustizia amministrativa (il Consiglio di Stato) e delle Sezioni Unite della  Suprema Corte di Cassazione:

1) Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione IV, Sent. 10 aprile 2001 , sul ricorso in appello n. 561/1995

“…..L'art. 51, l. 22 ottobre 1971 n. 865, prevede, in alternativa al piano di zona per l'edilizia economica e popolare (P.E.E.P.), la possibilità di localizzare i programmi costruttivi di edilizia residenziale pubblica esclusivamente in zone destinate dallo strumento urbanistico primario (anche solo adottato) all’edilizia residenziale.

 Presupposti per il ricorso alla speciale procedura, di cui all'art. 51 cit., sono che: a)- manchi un piano di zona (adottato o approvato: cfr. C.d.S., Sez. IV, 24 giugno 1991, n. 504); b)- pertanto, anche dopo le modifiche all'art. 51, l. n. 865/1971, introdotte dalla l. 27 giugno 1974 n. 247, l'amministrazione é obbligata al reperimento delle aree da destinare all'edilizia popolare all'interno del piano di zona vigente, in quanto, per ragioni di certezza, economicità ed imparzialità dell'azione amministrativa, finchè vigano i vincoli di destinazione a carattere espropriativo ivi previsti, questi vincolano anche il Comune ad esercitare i propri poteri pubblicistici nell'ambito del piano, che non può essere semplicemente tralasciato per intraprendere scelte urbanistiche diverse con la procedura acceleratoria di cui all'art. 51 cit. (cfr. C.d.S., Sez. IV, 23 gennaio 1992 n. 80), fatta eccezione per il caso in cui il piano, ancorchè esistente, abbia esaurito le proprie possibilità edificatorie (cfr. Cons. giust. amm. siciliano,  13 ottobre 1998 n. 607); c)- inoltre, vi sia un programma di edilizia residenziale pubblica, debitamente approvato e finanziato dallo Stato o  dalla Regione e quindi in fase operativa, che abbisogni solo della localizzazione delle aree da parte del Comune (cfr. Sez. IV,  19 febbraio 1999 n. 176)…”.

2) Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili n.4706 del 09/11/1989

“In tema di interventi per la realizzazione di alloggi dell'edilizia residenziale pubblica, secondo la disciplina di cui agli artt. 50 e 51 della legge 22 ottobre 1971 n. 865, nonché 3 del d.l. 2 maggio 1974 n. 115 (convertito, con modificazioni, in legge 27 giugno 1974 n. 247), deve riconoscersi al comune, in mancanza di approvazione del piano di zona per gli interventi medesimi, il potere di localizzarli anche in aree diverse da quelle contemplate da tale piano, purché ricomprese nelle zone a destinazione residenziale.”

Se ciò non bastasse a convincerla, La invitiamo a prendere visione di altre sentenze già citate nei nostri interventi sulla stampa locale. Le suggeriamo inoltre di promuovere una seria politica per la casa, che nel caso del nostro comune passa attraverso il risanamento edilizio e urbanistico delle zone più degradate (Civette e Piagge), e la creazione di Piani Particolareggiati che permettano di costituire nuove zone per l'edilizia economica e popolare.

Tanto per mero spirito di collaborazione, anche se, ci consenta, ci aspetteremmo una maggiore professionalità da parte degli organi tecnici del Comune che, senza pareri esterni, potrebbero, veramente con poco impegno, aiutare Lei e la Sua giunta a non assumere delibere contra legem. 

Nella speranza che Lei voglia veramente e finalmente promuovere seri Piani urbanistici per interventi residenziali pubblici, saremo lieti di farLe avere, senza nulla pretendere, altre indicazioni sui corretti iter di approvazione.


Questa lettera verrà inviata al sindaco e distribuita prossimamente come volantino. Se volete scaricarla, potete farlo cliccando qui.

postato da: impastatoalatri alle ore 14:27 | link | commenti (3)
categorie: attivitĂ 
martedì, 05 giugno 2007

Richiesta di precisazioni dall'assessore De Santis riguardo la questione delle villette a Tecchiena

Nel leggere l'articolo del 4 giugno su Ciociaria Oggi dove l'assessore Gianfranco De Santis etichetta come "bugiardi"   il centro-sinistra locale presente in consiglio e considera improponibile un ricorso al tar per la questione delle villette a Tecchiena, la sezione di Rifondazione Comunista "Peppino Impastato" di Alatri ritiene che sarebbe più consono un uso di spiegazioni chiarificatrici e non di insulti generici aventi solo lo scopo di confondere l'opinione pubblica.
Difatti, come avevamo ribadito nei precedenti comunicati,  De Santis ed il suo fantomatico "ufficio tecnico" hanno soltanto sbagliato (è diverso da bugiardo, caro Gianfranco) , la giunta con il suo assessore all'urbanistica in primis hanno commesso un grave errore di valutazione e di interpretazione delle vigenti leggi riguardanti il piano regolatore. E secondo noi il ricorso al Tar o al Consiglio di Stato non è cosa impensabile, anzi sarebbe un gesto dovuto per chiarire finalmente la questione.
La giunta e la classe politica attuale ci hanno abituati ad impostare il dialogo politico in modalità non consone al dibattito civile. Dall'assessore De Santis ci aspetteremmo un uso di argomentazioni tecniche e specifiche, un elenco di riferimenti normativi dettagliati che ci delucidino su questa scottante questione.
Nei nostri precedenti comunicati sono stati aggiunti in dettaglio gli articoli che  negano la possibilità  di costruire in quella zona; invece di insulti ed offese, metodi spiccioli buoni soltanto a  non fornire spiegazioni ed a confondere le idee delle persone, gradiremmo delle argomentazioni vere e concrete, non un astratto ed effimero "bugiardi"....
postato da: impastatoalatri alle ore 11:54 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, comunicati stampa